BRAILLEMAT
UN SOFTWARE PER FARE MATEMATICA
Si tratta di
un programma creato per tradurre in Braille e in voce le espressioni
matematiche di fronte alle quali spesso lo studente con deficit visivo può
incontrare difficoltà "tecniche".
Rispetto alle altre discipline, è proprio nello studio della matematica
che la persona con deficit visivo ha sempre incontrato maggiori difficoltà. La
ragione risiede sia nel linguaggio fortemente simbolico che caratterizza la
matematica, sia nella impossibilità di una "visione di insieme", data
la lettura analitica peculiare del sistema Braille.
In
particolare, desideriamo evidenziare in questa sede alcuni aspetti problematici
che possono presentarsi nei processi di apprendimento e di insegnamento delle
espressioni aritmetiche e algebriche, quando vi sono coinvolti alunni non
vedenti o ipovedenti.
Le
problematiche si presentano di solito:
a)
nella
comunicazione tra alunno e insegnante
b)
nella
esecuzione delle sequenze di calcolo da parte dell'allievo.
Riguardano l’uso di differenti segnografie e di strumenti “non
compatibili”: il normale sistema di scrittura e il sistema Braille.
Per
meglio comprendere il problema, diamo una rapida occhiata al sistema Braille
che, a nostro parere, rimane pur sempre, a tutt'oggi, il mezzo più consono
specialmente nei processi di apprendimento in cui si richiede al discente una attenta e approfondita percezione.
Si
potrà osservare come nell'alfabeto Braille, l’insieme delle lettere, dei numeri
e degli altri segni venga generato mediante la metodica ricombinazione di sei
punti (una matrice di tre file per due colonne) con un massimo di 63
configurazioni possibili. Gioverà ricordare che l’avvento del braille
computerizzato ha esteso a otto i punti della matrice (4 per 2), elevando a 255
le configurazioni possibili, sebbene tale codifica venga generalmente usata
solo in lettura con display braille senza carta e non sia applicabile a
strumenti di scrittura tradizionali come la tavoletta o la macchina
dattilobraille.
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A |
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B |
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C |
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D |
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E |
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f |
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g |
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h |
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i |
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J |
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a |
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b |
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c |
|
d |
|
E |
|
f |
|
g |
|
h |
|
i |
|
j |
|
|
||||||||||||||||||
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k |
|
l |
|
m |
|
n |
|
O |
|
p |
|
q |
|
r |
|
s |
|
t |
|
k |
|
l |
|
m |
|
n |
|
O |
|
p |
|
q |
|
r |
|
s |
|
t |
|
|
||||||||||||||||||
|
U |
|
V |
|
X |
|
Y |
|
Z |
|
W |
|
|||||||
|
u |
|
v |
|
x |
|
y |
|
Z |
|
w |
||||||||
Come si può notare, basta avere
sottomano il normale alfabeto (che d’ora in poi chiameremo “in nero”) e il
corrispondente alfabeto Braille per decifrare senza particolari difficoltà un
testo scritto in Braille.
|
c |
I |
A |
O |
|
A |
|
T |
U |
T |
T |
I |
|||
|
|
i |
a |
o |
|
a |
|
t |
u |
t |
t |
i |
Con il sistema Braille è possibile
scrivere anche i numeri, basta anteporre alle prime dieci lettere dell'alfabeto
un particolare segno chiamato "segnanumero" #,
|
|
a |
|
b |
|
c |
|
d |
|
e |
|
f |
|
g |
|
h |
|
i |
|
j |
|
# |
a |
# |
b |
# |
c |
# |
d |
# |
e |
# |
f |
# |
g |
# |
h |
# |
i |
# |
j |
|
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
0 |
||||||||||
ma
si può subito notare come la corrispondenza tra caratteri in Braille e
caratteri in nero risulti già meno "immediata".
|
# |
i |
h |
e |
|
# |
a |
b |
, |
c |
D |
|
+ |
# |
e |
f |
|
- |
# |
g |
, |
i |
c |
|
985 |
12,34 |
+56 |
-7,93 |
|||||||||||||||||||
Nel caso di scrittura di numeri
frazionari, le modalità di rappresentazione in Braille diventano addirittura
piuttosto complicate e del tutto inusuali rispetto alle nostre convenzioni
segnografiche.
Vediamo,
in sintesi, come vengono rappresentate le frazioni:
4
segnanumero
#
4 numeratore nei 2/3
inferiori del casellino (vengono esclusi i punti 1 e 4)
4 denominatore nei
2/3 superiori del casellino.
Al denominatore, dunque, i numeri saranno
scritti "normalmente":
|
# |
, |
c |
|
# |
: |
/ |
e |
f |
|
- |
# |
= |
* |
h |
j |
|
+ |
# |
: |
) |
+ |
b |
a |
|
|
|
|
|
||||||||||||||||||||
Come
si può notare la più semplice delle frazioni che in nero viene scritta, in
pratica, su tre "livelli" (numeratore in alto, fratto a metà e
denominatore in basso) in Braille dovrà essere scritta sempre e solo in maniera
sequenziale, cioè su un solo livello:
segnanumero, numeratore e denominatore.
Sempre
in modo sequenziale si dovranno scrivere anche le potenze e i radicali, per
esempio:
|
{ |
? |
- |
# |
e |
* |
| |
# |
e |
- |
# |
b |
1 |
} |
| |
- |
# |
h |
1 |
|
|
[ |
( |
- |
5 |
) |
IE |
5 |
-2 |
FE |
] |
IE |
-8 |
FE |
|||||||
|
[(-5)5-2]-8 |
|||||||||||||||||||
|
ö |
# |
e |
: |
ö |
# |
d |
: |
# |
a |
F |
o |
o |
|
IR |
5 |
i-r |
IR |
4 |
i-r |
16 |
FR |
FR |
||||
|
|
||||||||||||
Dinanzi
alla necessità di competenze tanto raffinate nella conoscenza del Braille, può
divenire difficile per l'insegnante seguire l'alunno nei suoi processi di apprendimento.
Questa “incomunicabilità segnografica” renderà molto
faticoso il momento della verifica, quando l'alunno dovrà mostrare il proprio
lavoro all'insegnante oppure quando il docente vorrà sottoporre un'espressione
all'allievo.
b) DIFFICOLTA' TECNICHE DELL'ALLIEVO NELL'ESECUZIONE DI SEQUENZE DI
CALCOLI
Gli
strumenti a disposizione dell'alunno con deficit visivo per risolvere
espressioni sono sempre stati, in genere, la tavoletta e la dattilobraille.
Con
l’uso della tavoletta, nel risolvere un’espressione per procedere nella
scrittura dei diversi passaggi, l'alunno è costretto a girare il foglio a ogni
passaggio per poter leggere sempre l’ultimo passaggio svolto. La tavoletta
braille infatti, non consente la lettura immediata del testo che si sta
scrivendo. In pratica, se chiamiamo con A e B le due facciate del foglio, in A
viene scritto il testo dell'espressione, in B viene letto il testo e scritto il
primo passaggio, in A si legge il primo passaggio e si scrive il secondo e così
via.


1. scrittura sul lato A
del foglio
2. il telaio della tavoletta viene sollevato e il
foglio girato
3. si legge sul lato B del
foglio

Il disagio
strumentale, il rischio di propagazione dell’errore e la perdita di tempo sono
evidenti; con tale metodo, inoltre, l'alunno non ha la possibilità di leggere
agevolmente tutti i passaggi dell'espressione, poiché essi vengono scritti,
alternativamente, su entrambe le facciate del foglio.
Più
pratico è l'uso della dattilobraille con la quale l'alunno non è costretto a
voltare il foglio ad ogni passaggio e ha la possibilità di tenere sotto
controllo tutte le sequenze di risoluzione. Rimane tuttavia molto difficoltoso
il processo di correzione e, così come con la tavoletta, l'alunno deve
ricopiare a ogni passaggio l’intera espressione, compresa la parte sulla quale non
è ancora arrivato il momento di eseguire i calcoli.
Ad
esempio, in questa semplice espressione:
(67-
85:5):{6X8+3X[3+15:3X(4+30:10)]-14X8}+13=
nel primo passaggio dovranno essere eseguiti solo i
calcoli evidenziati mentre le altre operazioni dovranno essere soltanto
ricopiate.
Per
l'alunno che non può avere una visione di insieme, anche solo il
"ricopiare" può essere fonte di errori.
Con
l’obiettivo di affrontare e ridurre sia le difficoltà di comunicazione tra alunno
e insegnante sia quelle tecniche incontrate dall'allievo, il CISAD (Centro
informatico per la sperimentazione di ausili didattici) ha sviluppato un
software, BRAILLEMAT, che grazie alla sua flessibilità e semplicità d'uso, può
costituire una valida alternativa agli strumenti finora utilizzati e ai quali
si è qui accennato.
BrailleMat, infatti, rende semplice e automatica la codifica biunivoca
"scrittura in nero-scrittura in Braille" e viceversa: permettendo di
scrivere con la tastiera del computer una espressione matematica in Braille e
immediatamente, con un semplice comando, ottenerne la conversione in nero sullo
schermo. Analogamente, si potrà scrivere un'espressione in nero sulla tastiera
del computer e ottenerne l’immediata conversione in braille.


Conversione dell’espressione
in nero

Disponendo anche di eco vocale dei tasti digitati, BrailleMat offre un
mezzo di riscontro costante sulla immissione del testo anche alle persone non
vedenti e ipovedenti, le quali, sebbene impossibilitate a servirsi dello
schermo video, si avvalgono dell’audio per la verifica di correttezza della
loro digitazione, senza dovere staccare continuamente le mani dalla tastiera
per controllare sul display braille.
Di
grande utilità, inoltre, risultano le funzioni di BrailleMat che permettono di
stampare le espressioni su carta, sia in nero sia in braille, liberando così
l'alunno e l'insegnante dalla fatica di ulteriori procedure di conversione e di
trascodifica del proprio lavoro per renderlo leggibile e comprensibile
all’altro..
E'
evidente il vantaggio nella comunicazione tra alunno e insegnante anche se
quest'ultimo non conosce il sistema Braille; in pratica BrailleMat funge da
“traduttore simultaneo”!
Anche
dal punto di vista tecnico, BrailleMat può essere un valido sussidio che
riduce, almeno in parte, i problemi strumentali connessi con la risoluzione di
espressioni matematiche.
Abbiamo sopra accennato al fatto che gli
allievi, nella risoluzione di un'espressione, devono ricopiare quelle parti in
cui non è ancora possibile svolgere i calcoli. Questa operazione, che in genere
risulta banale per chi è in grado di leggere e, quasi contemporaneamente,
ricopiare, può diventare difficoltosa per chi, non vedendo, deve leggere,
memorizzare e trascrivere, attraverso fasi necessariamente separate, più lente
e inutilmente faticose.
BrailleMat offre all'allievo la possibilità di "ricopiare",
con un'unica funzione, la parte di espressione da trascrivere evitando la
produzione e la propagazione di errori di mera ricopiatura.
Molto
più comode, inoltre, divengono la revisione del procedimento e la correzione
degli errori perché è possibile, con un semplice gesto, ricontrollare tutti i
passaggi di risoluzione dell'espressione.
BrailleMat può inoltre diventare un valido strumento per la didattica,
perché prevede, a discrezione
dell'insegnante, l’attivazione di una funzionalità che consente all'alunno di
"richiamare" e svolgere i
calcoli che hanno priorità nella sequenza dell'espressione In tal modo, si
guiderà l'alunno a una migliore comprensione della struttura dell'espressione e
del significato delle parentesi.
La
versione attuale di BrailleMat, distribuita in diverse istituzioni scolastiche
in Italia, è utilizzabile dagli allievi della scuola dell’obbligo e da quelli
del primo biennio delle superiori. Nei prossimi mesi, tuttavia, si prevede di
distribuire la versione beta del programma che comprenderà anche le funzioni
matematiche più complesse, trattate nell'intero ciclo scolastico delle
superiori.
Alla
realizzazione di BrailleMat hanno collaborato insegnanti di matematica,
tiflologi ed esperti informatici, mentre alla sua sperimentazione partecipano
attualmente insegnanti curriculari e di sostegno, alunni non vedenti e anche
genitori che desiderano seguire il percorso formativo dei figli.
La fase
di monitoraggio in corso da alcuni mesi sta offrendo, per il momento, risultati
incoraggianti e suggerimenti utili per migliorare e sviluppare ulteriormente il
software.
Ci
auguriamo, pertanto, che BrailleMat possa diventare un altro degli strumenti
utili allo studente con deficit visivo per apprendere e per lavorare in una
situazione di piena integrazione.
BrailleMat è distribuito gratuitamente dall’istituto
Francesco Cavazza di Bologna; chi è interessato al software può richiederlo
inviando un e-mail all’indirizzo:
cisad@cavazza.it indicando, nell’oggetto,
"BrailleMat".
Bibliografia:
AA.VV.,
INVITO
AL BRAILLE
corso
per l'apprendimento del sistema braille
(CISAD:
Centro Informatico per la Sperimentazione degli Ausili Didattici, Bologna 2002)
Jones Richard,
THE FUTURE OF BRAILLE ACCESS TO MATH AND
SCIENTIFIC NOTATION
(Educom Review, Vol. 27, No. 4 1992)
Kapperman Gaylen,
STRATEGIES FOR DEVELOPING MATHEMATICS SKILLS IN
STUDENTS WHO USE BRAILLE
(Research and Development Institute, Inc.,
1997).
Plain-Japy Frédéric,
ORIGINES ET GENESE DU BRAILLE DANS LE MONDE,
(62.°
Conferenza Generale IFLA: 25-31 Agosto 1996)
Russo
Dario,
L’insegnamento
della matematica ai ciechi
(Tiflologia
per l’integrazione, n.2 2003)